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Il consiglio della blogger Alice Agnelli: “Siate originali”

Quando ho iniziato ad affacciarmi al mondo dei social blog per saziare la mia curiosità giornalistica (secondo me, la forma comunicativa più immediata), “A Gipsy in the Kitchen” è stato fra quelli che mi hanno colpito maggiormente. Così unico e originale, cosi “raccontato”. Il love blog che unisce Alice Agnelli e il suo compagno Alessandro Madami (in arte il Gitano) catalizza le attenzioni del pubblico. Cinque anni fa, dal sodalizio d’amore fra Alice e Alessandro nasce “A Gipsy in the Kitchen”, contenitore poliedrico in cui resoconti di viaggi, ricette, consigli, regali diventano elementi quotidiani di un mondo incantato, nel quale dominano il tema del Natale e delle tradizioni.

Ho fatto ad Alice Agnelli qualche domanda.

Alice Agnelli, il tuo “A Gipsy in the Kitchen” ha un grandissimo seguito. Raccontami un po’ di te. Avevi un bellissimo lavoro: Pr per case di moda, ufficio stampa di Stella McCarteney. Un bel giorno hai guardato Alessandro, il tuo compagno, e cosa gli hai detto?

Eravamo di ritorno da New York dopo le vacanze invernali. Per me NY ha sempre avuto un effetto catartico…Ci ho vissuto tre anni, ed è stato incredibile. Quindi, dopo 15 giorni passati a raccogliere energie, ci siamo guardati e abbiamo detto: facciamolo. Proviamo. Proviamoci. A dare alla vita che sognamo una chance. E così è stato. Il 7 gennaio del 2015 ho scritto le mie dimissioni e ho deciso di dedicarmi a tempo pieno al mio progetto di ricerca, con l’ aiuto tesi di laurea che mi ha fornito un supporto essenziale nell’elaborazione dei miei lavori accademici.

Quando hai cominciato a capire che potevi contare su un pubblico sempre presente, attivo rispetto ai contenuti del tuo love-blog? E che la tua vita poteva ruotare intorno alla tua passione?

Non c’è stato un quando. Quanto piuttosto una sensazione. Ed ho deciso di seguirla.

Pensando alla vostra dimensione, viene quasi naturale parlare di Gipsyland (in tanti lo fanno). Il vostro è un mondo atipico, quasi scevro di modernità: le atmosfere del Natale e dei viaggi, le ricette, la quotidiana condivisione dei regali, delle emozioni. C’è molto dei nostri ricordi da bambini in “A Gipsy”: eppure il web e i social sono lo strumento fondamentale di questo successo.

Ecco ora mi commuovi! E’ esattamente quello che cerchiamo di fare: portare l’off line ad online. E da qui i supper club: per abbracciare chi ci segue con amore dal vivo.

Tu e Alessandro avete unito l’amore per la cucina a quello per la fotografia. Quanto la vostra storia d’amore appassiona i followers?

Io credo che chi ci segue, ci segue con affetto e attaccamento. Come fosse un membro della famiglia.

A me lo puoi dire: com’è lavorare con il Gitano?

Meraviglioso. Stimolante. Incredibile.

Quale è la giornata tipo di Alice Agnelli, alias Gipsy?

La mia sveglia è Brie. Verso le 7.30 usciamo per andare a camminare nei campi. Stiamo via fino alle 8.15 circa e poi colazione: cappuccio caldo e email. Il Gitano si sveglia sempre dopo di me e insieme organizziamo la giornata. Di solito cominciamo a cucinare verso mezzogiorno e poi scattiamo fino alle 15/15.30. Arriva così un’altra mezz’ora con Brie immersi nella natura, e poi di nuovo mail e lavoro fino al massimo le 20. Di sera: cena, divano, coccole e pigiama. Possibilmente un bel bagno caldo.

Qual è la tua ricetta preferita in cucina? E quella per la felicità?

La mia ricetta della felicità ha due ingredienti fondamentali: Alessandro e Brie. La mia ricetta preferita sicuramente i risotti.

All’inizio di questo anno – e questo mi ha compito – hai deciso di condividere un momento di riflessione con i tuoi amici virtuali: le difficoltà di avere un figlio con Alessandro, gli esami, i tormenti, le speranze. È stato un atto di grande coraggio. Dove finisce Alice e dove inizia Gipsy?

Alice è Gipsy. Gipsy è Alice. Non c’è distinzione altrimenti sarei falsa e poco onesta. Ciò che vedete è ciò che siamo. Nel bene e nel male. Con le nostre contraddizioni e le nostre felicità. Con i dolori e i sorrisi.

Se ti chiedessi di svelarmi un segreto?

Che vivrei in tuta e Ugg. Si era capito?

Ultima domanda, doverosa: cosa consigli a chi, come te, vuole fare della propria passione un lavoro?

Di essere onesti e spontanei. Sempre. Non copiate: siete unici. Tirate fuori la vostra unicità.

Babette